La legge di Linus

Forum dedicato agli studenti del corso linux e a tutti gli amanti del pinguino!

Moderatore: matteo

La legge di Linus

Messaggioda Michele » lun gen 07, 2008 12:22 pm

Preso da: http://www.hancproject.org/wp/?p=29

La legge di Linus

Una riflessione in merito alla legge elaborata da Linus Torvals (il padre del kernel Linux) e come essa si esprime nel modo di agire degli hacker. Articolo redatto da Rocco Sicilia [aka: BrC] per il progetto HANC e pubblicato sull’uscita n° 1 di HAX.

Il tempo
Rileggendo `L’etica hacker` di Pekka Himanen mi sono trovato a riflettere sul tempo che molti dedicano all’informatica, il tempo che io ho dedicato all’informatica, il tempo che gli informatici dedicano all’informatica. Le notti, le giornate festive, le sere passate al computer a imparare… imparare a programmare, imparare ad usare al meglio il proprio sistema, imparare la differenza tra hacker e cracker, capire i sistemi operativi, capire la rete, i protocolli, la manipolazione dei dati, i paradigmi…

E se la propria passione diventa anche il proprio lavoro? La mattina ti svegli e pensi al tuo codice o ai tuoi sistemi, dalle 9 alle 18 lavori sul tuo programma o sui tuoi server, torni a casa e non riesci a distogliere l’attenzione dai problemi che hai incontrato durante la giornata lavorativa… e’ alienante, e’ folle, e’ terribile che esista qualcosa in grado di assorbire cosi’ tanto una vita.

La vogliamo definire monotonia? Il pensare sempre all’informatica, fare dell’informatica il proprio lavoro, la propria passione e il proprio svago. “Grazie all’informatica ho un lavoro, grazie all’informatica mi diverto, grazie all’informatica conosco gente interessante”. Torvalds ha descritto in tre punti il modo di agire di molte persone che dedicano buona parte del proprio tempo - della propria vita - alla scienza con particolare riferimento all’informatica e ha denominato questi tre punti `La legge Linus` definendo cosi’ il modo di agire degli hackers.

Sopravvivenza, intrattenimento, vita sociale
Volenti o nolenti viviamo in una societa’ dove il supremo mezzo di scambio e’ la moneta. La nostra sopravvivenza e’ spesso (quasi sempre) legata alla disponibilita’ di danaro. Con il danaro possiamo acquistare cibo, con il danaro possiamo procurarci un giaciglio, ecc… Il danaro e’ di fatto una necessita’ nella storia dell’umanita’. Anche gli appassionati di informatica, gli scienziati e perfino gli hacker hanno bisogno dei beni primari per sopravvivere, diventa quindi indispensabile procurarsi del danaro in modo da poter acquistare i beni - ed eventualmente i servizi - che ci interessano.
Non e’ raro che chi si diletta nella programmazione trovi impiego come programmatore, come chi ha profonde conoscenze in ambito networking si adoperi come amministratore di rete. La passione e le conoscenze spingono gli individui a cercare lavoro in determinate direzioni in modo da garantire la propria sopravvivenza percependo una retribuzione (a prescindere dalla forma contrattuale) corrisposta ad un incarico lavorativo di proprio gradimento.
Quanto detto e’ vero ma non rappresenta una costante, per quanto la sopravvivenza (fisica) sia indispensabile anche per gli hacker tale istinto e’ spesso messo in secondo piano rispetto alla necessita’ di ricercare legami sociali e intrattenimento. Possono sembrare concetti un po’ difficili da digerire, chi metterebbe in secondo piano la propria vita/salute per un legame sociale o per la volonta’ di divertirsi? Eppure non e’ un fatto raro, basta pensare a cosa saremmo disposti a fare per salvare un rapporto di amicizia o un legame affettivo profondo. E che dire di chi pratica sport estremi rischiando di farsi male sul serio pur di divertirsi? La sopravvivenza e’ certo un fattore non trascurabile ma non e’ necessariamente il piu’ importante.

L’importante e’ divertirsi
Gli hacker del kernel Linux, gli hacker di internet, storicamente hanno passato (passano) molto tempo davanti al monitor del loro computer. Spesso spendono ore e ore del loro tempo libero per divertirsi con la programmazione, lo studio, affrontano nuove sfide informatiche, risolvono problemi. Affrontare problematiche legate al campo di proprio interesse diventa un modo per divertirsi, e’ qualcosa di appagante e stimolante. L’hacker ha raggiunto un livello superiore di concezione dell’informatica, il suo sapere e la sua attitudine ad imparare e ricercare nuove soluzioni tecniche/scientifiche lo hanno portato ad utilizzare gli strumenti a sua disposizione non solo allo scopo di provvedere a se stessi in senso materiale (mi guadagno il pane programmando) ma anche per soddisfare la necessita’ di divertirsi, per fare nuove conoscenze tramite la rete, per condividere il loro sapere e apprendere dalle esperienze altrui.

Non necessariamente nerd
Lo stereotipo vuole che un hacker sia un ragazzo adolescente, brufoloso, con gli occhiali che passa tutta la notte al computer mangiando schifezze e che non esce mai di casa perche’ non conosce nessuno… sono certo che questa immagine in alcuni casi corrisponde a verita’, sono anche certo del fatto che un hacker non e’ necessariamente un nerd (su questo tema Raymond si espresse gia’ in maniera esaustiva nel suo saggio `How to became a Hacker`). Osservando le realta’ che oggi fanno hacking ci si puo’ rendere conto che buona parte delle persone coinvolte nel tessuto sociale di internet sono ben disposte verso i rapporti sociali. La vita sociale e’ un bisogno che viene soddisfatto in innumerevoli modi e che porta a rapporti interpersonali piacevoli quanto utili. Il mezzo comune a buona parte di questi rapporti interpersonali e’ la rete: chi meglio di un hacker e’ consapevole dell’immenso potenziale sociale che detiene internet? Dalle mail e le BBS siamo giunti in pochi anni alle community, le chat, i forum, la blogosfera (concedetemi il termine). Avere una vita sociale non e’ qualcosa da dare per scontato, e’ sicuramente piacevole, ci da la possibilita’ di confrontarci non solo per cio’ che concerne l’informatica, ma anche per quanto riguarda la nostra vita.

La motivazione
Il fattore che in definitiva sembra spingere gli hacker ad adottare certi comportamenti e’ il piacere di fare qualcosa di stimolante (intrattenimento) e di poterlo condividere con altri (vita sociale). Tutto il resto sembra passare in secondo piano, Torvalds ha di fatto osservato che la motivazione prescinde dalla sopravvivenza: dal momento che un hacker puo’ fare cio’ che piu’ lo diverte assieme a chi come lui si diverte il resto non ha piu’ importanza.
Michele
 
Messaggi: 308
Iscritto il: ven mar 17, 2006 2:14 am

Torna a Unix, Linux & reti

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti

cron